Percorso turistico e culturale in Polignano a Mare  
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Torre del Trullo è una strana costruzione, che esternamente ha la forma di una torre, mentre all'interno quella di un trullo.

 
 
 
 

Torre del Trullo

Nel nostro percorso turistico in Polignano a Mare non poteva mancare la megalitica costruzione di Torre del Trullo. Le sue mastodontiche mura (ancora oggi in parte visibili), sono costituite da grossissimi massi parallelepipedi, lunghi più di un metro e spessi oltre mezzo metro, lavorati in maniera grezza e sovrapposti gli uni sugli altri, senza cemento.

 
 
 
 

 

Una domanda che noi Polignanesi spesso ci facciamo, e quella di chiedersi chi mai innalzò quel monumento così stabile e perenne, che ha sfidato e sfida il tempo e le l'ira degli elementi? Come e perché fu costruita quella fortezza in cima ad una collina, dove lo sguardo umano può dominare l'orizzonte sul mare? Le mura che circondano Torre del Trullo, sono molto simili a quelle di Conversano e di altri paesi vicini e presentano tutte le caratteristiche delle costruzioni proprie dei Pelàsgi o Phalesgi (Popolo venuto  dall'oriente nella nostra Puglia 18 secoli prima di Cristo). Che le mura suddette, fossero state erette da questo popolo ramingo sono d'accordo parecchi storici, ma un noto professore Polignanese Domenico Favale, in uno dei suoi quaderni sulle origini di Polignano a Mare volle approfondire la questione e mettere in luce la discussione sulle residue mura di Torre del Trullo. Questa Torre, che prende probabilmente il nome dal Trullo incapsulato nella torre cilindrica, si trova al termine di una lunga strada rurale, che parte da Polignano e, che costituì un ottimo posto di osservazione verso la vicina Santa Barbara, piccolo centro abitato più o meno fino ai primi anni del Cristianesimo. E dall'analisi di alcune costruzioni megalitiche presenti nel nostro territorio del periodo neolitico,  fino all'età del bronzo e alla prima età del ferro, quali  i Trulli, Specchie, Pozzi a Campana e ancora i Dolmen e i Menhir, giunse alla conclusione che tali costruzioni furono opera di un popolo, che con sorprendente rassomiglianza, costruì anche i Nuraghi (Sardegna), i Talaytos nelle Baleari, i Sesi a Pantelleria e simili strutture nell'antica Grecia, un popolo dalle grande stirpe Mediterranea che si diffuse in tutte le terre bagnate da tale mare. La maniera arcaica con cui furono costruite le mura di Torre del Trullo, fanno pensare ad una maggiore antichità delle stesse, da attribuirsi allo stesso periodo di costruzione dei Nuraghi,attribuiti da molti studiosi all'età del bronzo (3000-2000 a.C.), epoca in cui si stabilizzarono le relazioni  commerciali tra popoli lontani. In quel periodo erano fiorenti le civiltà Mesopotanica e soprattutto quella Egea, che detenne il primato del commercio marittimo, che toccarono le coste dell'Italia Meridionale e Insulare, portando un rinnovamento spirituale oltre che materiale. Ad un lungo periodo di pace, ne seguì uno movimentato e turbinoso a causa degli Achei di Argo e Micene, i quali dopo la distruzione dei palazzi di Festo, di Cnosso, di Mallìa e di Tilisso (1400 a.C.) nell'isola di Creta, divennero imitatori dell'arte Minossica o Minoica. Quello degli Achei era un popolo di tradizioni aristocratiche e guerriere e  risiedevano in cittadelle fortificate da muri poderose rinforzate da torri. Erano giunti in Grecia intorno al 2000 a.C. dalle regioni nord-orientali Europee ed Asiatiche, ed erroneamente identificate da alcuni studiosi come i Palàsgi o Phalesgi della tradizione Greca, lanciandosi nell'espansione per raggiungere la supremazia nel mondo Mediterraneo. La civiltà Micenea e dunque opera degli Achei, che però avevano subito l'influenza dell'arte Cretese, in quei mari erano degli spericolati pirati, abili commerciati e soprattutto guerrieri, che sottomettevano popoli, facendosi pagare tributi. E pertanto il dottor Favale, giunse alla conclusione di attribuire la costruzione delle mura di Torre del Trullo (ma anche quelle  mastodontiche di Conversano, Castiglione e di altri paesi vicini), alla civiltà Micenea.