Percorso turistico e culturale in Polignano a Mare  
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Camminando nel Centro Storico, ci si accorge come Polignano sia ricco di storia e di origini molto lontane.

 
 
 
 

l nostro viaggio nel Centro Storico di Polignano a Mare, parte da una veduta (forse una delle più suggestive di Polignano) dal ponte costruito nel 1836 dalla famiglia Modugno, dove si può ammirare la città vecchia costruita a picco sull'Adriatico, con le sue bianche casette, su di un ammasso roccioso forato dalla natura.

 

 

 
 

Era l'unico accesso alla città fortificata, in un atto notarile del 959. Il portale e i manufatti che lo circondano, facevono parte di un sistema difensivo atto ad impedire l'ingresso dei nemici. Un primo ostacolo era costituito dal fossato,  superabile dal ponte levatoio, colmato nei primi decenni dell'800. In alto, tra le feritoie dove scorrevano le catene del ponte, si può ammirare l'affresco della crocifissione, mentre a sinistra e a destra, i piccoli locali ancora esistenti, che ospitavano i gabellieri, ufficiali al servizio del feudatario. La configurazione attuale risale alla seconda metà del 1600, agli inizi dell'800 risalgono le case del nuovo borgo, che incominciò ad estendersi da via Roma.

 
 
 
 

Polignano tra storia e leggenda

Era un giorno che si perdeva nella notte dei tempi, il mare in tempesta ed un eroe Romano, solcando il mare Adriatico, giunse sulle nostre coste e con l'augurio del falcone (u castarille), fece edificare una nuova torre che chiamò POLIMNYA, in onore dell'omonima musa. Naturalmente questa è solo leggenda, ma l'argomento origine di Polignano e sempre stato tra i più dibattuti e affascinanti.

 

 
 
 

Vista dalle terrazze

 
 
 
 
 
 
 
 
   

L'Ughelli era dell'opinione che la città fosse stata edificata dai Greci nell'epoca di mezzo e chiamata Polymnianum. Il Cluverio crede di ravvisare nella nostra città l'antica Turris Juliana. Mentre il Noya, dice di aver letto in un'antico manoscritto, che Polignano era una colonia Greca denominata Maganza. Il Corcia, nega l'esistenza di un'altra città nel sito di Polignano, ma che la denominazione Polis-Nea, deriva da nuovi villaggi sorti dopo la distruzione di Apenestae. La quale ai tempi di Roma si sarebbe chiamata Turris Aureliana.

 

 
 
 
 
 

Piazza dell'Orologio, in alto a sinistra è visibile parte dell'orologio solare, mentre a detra si nota il campanile della Chiesa Madre.

 

 

 
 

Piazza San Benedetto - La piazza prende il nome dall'omonimo Monastero, costruito al centro della stessa  intorno al X secolo e demolito nel 1932 in seguito a delibera comunale. Interessante il manoscritto "Origini di Polignano" di Nicola Uva, in cui attraverso la storia del Monastero, ci racconta la vita quotidiana dei Polignanesi nel corso dei secoli.

 
 
 
   

L'Abate Romanelli, nella Topografia Antica, sostiene che Polignano è la Neapolis Peucetorum, attestata da ritrovamenti archeologici e da monete ritrovate. E proprio attraverso lo studio di queste monete, che riportavano la dicitura Neapolition e Neap., con varie effigi, il Romanelli giunse alla conclusione che non appartenevono tutte a Napoli campana, ma che quelle con la dicitura Neap. dovettero appartenere ad una città locata tra Bari ed Egnazia.

 

 
 
 

Vicoli e vicoletti